Vi scrivo da Little Mulgrave

E’ passata ormai una settimana da quando siamo arrivati all’aeroporto di Cairns, con la faccia sbattuta e quattro occhiaie che da sole superavano il peso dei nostri miseri zaini. Non so come sia successo (io ero scettica fino al momento in cui ho chiuso la zip!) ma abbiamo portato con noi solo l’essenziale, appena 12kg a testa, per non caricarci inutilmente e per non ritrovarci ad imprecare nei nostri futuri spostamenti. Siamo o no in Australia nelle vesti di backpacker? E cosi’ sia.

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Vi racconto brevemente del viaggio. Lunedi’ scorso ero su un Intercity che mi avrebbe portata a Roma e tra pianti disperati e incontri insoliti poteva secondo voi filare tutto liscio? Ovviamente no! I temporali dei giorni precedenti avevano creato non pochi disagi cosi’ quando finalmente ho realizzato di stare per partire davvero, avevo alle spalle ben 7 ore di treno e me ne  attendevano 23 in aereo. Il mattino della partenza e’ stata Azzurra a portarci in aeroporto, non l’avevo mai incontrata prima di martedi’, leggevo il suo blog e lei il mio, e non so spiegare a parole quanto mi abbia fatto bene vederla, quanto i suoi auguri siano stati carezze per l’anima. Si e’ confermata la donna eccezionale ed energica che avevo capito essere dai suoi post. Azzurra, grazie davvero. Aspettaci per la pizza, io ci conto!

Le prime 21 ore di aereo sono letteralmente volate, non abbiamo fatto altro che mangiare (7+ alla Singapore Airlines) e dormire. Gli unici due film in italiano erano pessimi (vi dico solo che in uno di questi l’attore protagonista era Fabio Volo) e tra le mille proposte indiane sottotitolate in non so quale lingua, alla fine ho optato per delle insolite puntate di Tom e Jerry (sono o no intelligente?) nelle vesti di monaci buddisti e istruttori di yoga (vi rendete conto?). A Sydney abbiamo atteso qualche ora prima di poter prendere l’aereo per Cairns ed e’ li che mi sono accorta di avere, senza darci troppo peso, gli occhi arrossati. Il tempo di renderci conto che si’ ca**o eravamo proprio in Australia che veniamo travolti dai sorrisi e dall’entusiasmo della famiglia che ci ospita per questi primi 30 giorni. G. e J. sono meravigliosi, si sono mostrati fin da subito molto gentili e contenti di vederci; svolgono due lavori di tutto rispetto e nel we si dedicano all’orto e al loro immenso giardino tropicale. Qui e’ inverno ma siamo ovviamente in maniche corte e le temperature si abbassano di poco solo la sera. Dopo averci accolto nella loro casa con tanto di welcome ci hanno mostrato la nostra sistemazione che ha come unica pecca quella di non avere il bagno e di essere troppo distante dal segnale wifi. La loro casa e’ costantemente aperta (niente porte blindate e serrature) quindi sia di notte che di giorno possiamo trascorrere il nostro tempo dove ci pare. Durante la settimana loro due lavorano, vanno via la mattina presto e tornano alle 18:00, quindi ci assegnano dei compiti e a sera ceniamo insieme raccontandoci la nostra giornata. Piccola parentesi sull’accento australiano: riusciamo a comprendere sia J. che G. ma l’accento dei loro due figli e’ davvero incompresibile, io e Andrea ci guardiamo perplessi e annuiamo sconfitti. Per dirne una, per loro ”otto” non si pronuncia eit ma porcamiseria ait. Qualche giorno fa la tizia allo sportello della banca blaterando qualcosa, tra innumerevoli parole senza apparente significato, ci domanda il mabl number. What? Ok Andre, per me e’ la cipolla. Noi li’ a passare in rassegna la pila di fogli e codici alla ricerca di sto mabl number salvo poi scoprire che si trattava del banalissimo mobile number. Ma che davero fate? Mimare un telefono, fare un disegnino, no eh!

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Le giornate in settimana trascorrono lente, dopo qualche ora trascorsa in giardino abbiamo ben poco da fare. La farm si trova in periferia e l’unico divertimento qui pare essere una passeggiata al fiume passando tra gli infiniti campi di canne da zucchero. Siamo a Little Mulgrave e la prima cittadina viva e’ Gordonvale ma troppo distante per arrivarci a piedi. Come specificato su facebook nemmeno il tempo di arrivare, avere a che fare con Mr Jet Lag, che mi accorgo di avere una fottutissima congiuntivite. Congiuntivite che non accenna a passare, nonostante io abbia provato con le patate, con l’aloe vera e il limone oltre alle secondo me inutili gocce consigliate dal farmacista. Quindi, fazzoletti alla mano sono qui che mi destreggio su una tastiera australiana senza accenti e una vista decisamente offuscata. Non sapete quanto mi rode il c*lo non potermi godere l’Australia se non in queste condizioni che, fidatevi, mi fanno davvero stare male. Se giro troppo la testa o se mi alzo e mi abbasso partono delle fitte lancinanti agli occhi e continuo a lacrimare. Quelle poche volte che siamo stati in giro con J. ho fatto una fatica assurda a muovere passi senza tentennare e vergognarmi per il mio aspetto. Questo e’, spero mi passi in fretta perche’ lavorare in giardino col sole a picco e gli occhi in questo stato non e’ piacevole.

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Quello che vedete nella foto a destra non e’ letame ma bensi’ mulch, ovvero quello che resta delle canne da zucchero e che si rivela molto utile per fertilizzare il giardino essendo composto da materiale organico. Ed e’ proprio tra questo cumulo che abbiamo visto per la prima volta un rospo gigante e perfettamente mimetizzato. Le zanzare qui non scherzano e tra gli altri animali (in casa girano indisturbati gechi e scarafaggi) questa mattina sono stata attaccata da una colonia di formiche bianche e incazzate al punto da pizzicarmi. Andrea sostiene che l’unica spiegazione sia un eventuale malocchio. Se il responsabile e’ tra voi sappia che prima o poi lo scopro e me la paga!

Attendo il we per raccontarvi come l’abbiamo trascorso in compagnia di G. e J. nella speranza di mostrarvi qualcosa di interessante.

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16 pensieri su “Vi scrivo da Little Mulgrave

  1. Uaaa meraviglioso :) Mi dispiace per la congiuntivite cavolo, gli acciacchi distanti da casa poi danno sempre fastidio. Un po’ di tempo e passa, vedrai! Per il resto non mi sembra male fin ora no? Attendo gli sviluppi e di nuovo in bocca al lupo :D

  2. Aspettavo questo post! Menomale che avete trovato una famiglia gentile, ho incrociato le dita per voi :)
    Secondo me comunque l’ipotesi del malocchio nn è da scartare… Certi crucchi puzzolenti potrebbero aver lanciato qualche maledizione!

  3. Bisognava arrivare fino in australia per trovare una famiglia equilibrata che vi desse calore e rispetto. Molto bene! Spero che ormai I tuoi occhi stiano meglio. Un bacio grande, Emy ♡

  4. Dai mi spiace molto per la congiuntivite ( continua a metterci il collirio che meglio di niente è) ma il resto mi sembra molto bene :) Sapevo che gli australiani hanno un accento un po’ particolare e che masticano le parole ma ce la farete :) Un abbraccio!

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