Skills ne abbiamo?

Vi scrivo da Koh Phi Phi, un’ isola della Thailandia. Ma questa è un’ altra storia e magari un giorno ve la racconterò. Quella che voglio raccontarvi oggi è la mia vita australiana lontana dalle melanzane perché sì, non pensavo potesse accadere, c’è una vita che ti attende dopo due mesi e mezzo passati a fare le stesse cose ogni singolo giorno. Cose che, udite udite, tornerei a fare. Continua a mancarmi Olga, piccola parentesi. Veniamo a noi. Varcato il famoso cancello abbiamo raggiunto Airlie Beach, stanchi, affamati, con quella immotivata sensazione di libertà (manco qualcuno m’avesse costretta a guadagnarli quei 12 mila dollari), il tutto davanti ad una vergognosa pizza Domino’s. Però eravamo felici. Felici di rispolverare la sensazione di dormire in macchina, di lavarci i denti in un bagno pubblico (pulitissimo ma pur sempre public), di scegliere il posto migliore del parcheggio vicino al porto perché il giorno dopo sarebbe iniziata una nuova avventura.

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Ben quindici giorni in un resort 5 stelle a Long Island, un’isola delle Whitsundays (se non sapete cosa sono le Whitsundays non sapete cosa vi perdere!). Proprio noi, abbiamo indossato la divisa dello staff in cambio di alloggio. Una sorta di wwoof insomma, solo più figo. Quattro ore di lavoro al mattino, un giorno libero ogni tre giorni. Accesso ad ogni servizio offerto dal resort. Figo eh? Figo sì. Sveglia alle 07:00, briefing alle 07:30, tu lavori con tizia, tu con caio, tu in cucina, tu in piscina, tu nell’area staff ecc. Avete capito insomma. E’ stata una bellissima esperienza, ci tenevo tantissimo a imparare un nuovo lavoro e non a caso, la parte che mi è piaciuta di più è stata il pulire le stanze con tanto di cartellina alla mano. Stanza 18, queen size. Suite West, king size. Stanza 7, check fridge and kettle. Quattro federe, due lenzuola, due asciugamani, una face towel, saponette e toilet paper. Via!

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L’immancabile piumino multicolor.

I manager del resort, Christine e David sono stati carinissimi con noi (meno con i francesi che non facevano altro che lamentarsi, muhahah) dandoci la stanza migliore, assicurandosi che ci trovassimo bene, che il lavoro non fosse mai pesante. E’ capitato che un giorno fossi da sola a pulire sei stanze (di solito si lavora in coppia per essere più svelti e meticolosi) e sebbene nelle prime due ore avessi accusato il colpo, nelle restanti andò meglio, ero svelta e precisa. Finito il turno, Christine mi abbraccia e mi ringrazia definendomi una lavoratrice instancabile. Tze! I pomeriggi liberi potevamo trascorrerli in spiaggia, in piscina, in kayak, giocando a tennis, esplorando la foresta tropicale lungo i sentieri all’interno dell’isola.

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Ed è proprio in una delle lunghe passeggiate che abbiamo visto canguri e pappagallini in libertà. Koala non pervenuti, dannazione.

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Di ritorno dal nostro giorno libero trascorso sulla terraferma, Christine mi viene incontro preoccupata e mi spiega che è arrivata una coppia di italiani in luna di miele e che, grosso problema, non parla inglese. ”Tenchiù” a parte. Fa ridere lo so ma mi sono dovuta calare nei panni dell’interprete e fare da tramite per eventuali domande e prenotazioni. E’ stato divertente e nel giro di qualche giorno siamo diventati amici (altri due pugliesi nel resort, potete immaginare la mia gioia!), trascorrendo la maggior parte del tempo insieme, in spiaggia. Hai fame? Vuoi dell’acqua? mi chiedeva Elisabetta non appena mi scorgeva a bordo del buggy o con in mano aspirapolvere, secchio dell’acqua e detersivi. Ho imparato a rifare i letti alla perfezione, a sistemare i cuscini, a pulire i vetri della doccia (Claudia, ti ricorda nulla?) e a rendere accoglienti le terrazze. Chi l’avrebbe mai detto.

Ho dimostrato ancora una volta di essere una ragazza in gamba.

L’ho dimostrato a me stessa.

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13 pensieri su “Skills ne abbiamo?

    • Ero molto felice sì. Quando ti senti apprezzata e sai che il tuo lavoro è fondamentale, è una bella sensazione. Li ho salutati a malincuore. Abbraccio te :*

    • Grazie e benvenuta :’) come non condividere? Sarebbe bello imparare un mestiere al mese. Ho passato anni a venerare i lavori intellettuali e ora mi ritrovo a riscoprire il valore dei lavori manuali. Cosa mi attenderá a gennaio?

    • Ogni tanto ci penso alle esperienze passate. Spesso mi immagino come sarà riabbracciare Olga in Tasmania e mi vengono gli occhi lucidi. Chissà se anche lei mi pensa così spesso. Il giorno in cui i manager ci hanno salutati ci hanno riempito di sinceri ringraziamenti con tanto di ‘Ciao belli’. È stato davvero emozionante.

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