Blueberries lunch

Vi scrivo da Rosehood, davanti a me un’immensa distesa di alberi di mirtilli. Andrea non sta nella pelle all’idea di iniziare, io un po’ meno giacché i mirtilli non mi sono mai piaciuti ma a sentir lui ”sei pazza? quando ti ricapita? mirtilli gratis, mangia che ti fa bene!”. Io ci ho provato perché in effetti mentre lavori se ti brontola lo stomaco, la prima cosa che ti viene in mente di fare è allungare la mano e portare alla bocca una manciata di mirtilli. Buoni per carità ma dopo tre giorni il mio corpo ha reclamato altro (per lo più sandwich con hummus).

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Stavolta lavoriamo per una grossa azienda per cui prima ancora di raggiungere i campi Jasmine ci spiega le regole (eccotela qui l’induction) soffermandosi a lungo sul tema ‘razzismo’ seguito da ‘bullismo’. Non sono ammesse nè frasi nè atteggiamenti discriminatori poiché a lavorare per loro c’è gente proveniente da tutto il mondo. Scopriremo poi che in realtà a parte noi due, una coppia di francesi e qualche timido australiano, le squadre sono formate per lo più da asiatici (tanti asiatici) e africani (molti africani). Mi avevano avvertita, lavorare nei campi non è come fare packing. Non ho nessuno con cui parlare (Olga, dove sei?) e per otto ore mi ritrovo a confessare le mie perplessità agli alberi. Gli alberi ti ascoltano ma non ti rispondono. Andrea è da tutt’altra parte e a fare da sottofondo c’è solo musica asiatica improponibile (fidatevi!) ed energici africani che urlano in swahili. Urlano al punto che una volta a casa mi sembra ancora di sentirli. Qualche timido sorriso mi viene rivolto ma nessuno sembra interessato a me. Il lavoro consiste nel raccogliere la maggiore quantità di mirtilli poiché la paga è al kg quindi non si ha tempo per distrazioni. Con l’umore a terra e il sole cocente sulla testa decido che tocca adattarsi anche stavolta. Andrea è felice, mangia una quantità di mirtilli che non potrebbe mai permettersi per il resto della sua vita. E ride. Non ha bisogno d’altro, dice.

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I nostri secchi lasciati ad asciugare al sole.

Anche su questo ci avevano avvertito, gli asiatici sono velocissimi e scaltri. Coperti dalla testa ai piedi lavorano instancabili e incuranti del caldo, sembrano robot. Nelly, una ragazza taiwanese, è la prima ad accorgersi di noi, ci rivolge qualche domanda e sarà l’unica in queste due settimane con cui scambieremo più di qualche frase di circostanza. Sarà il nostro punto di riferimento, vederla raccogliere ci sprona ad andare più veloce.

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Nelly, Jenny, io e Ellen.

Non vi ho ancora detto però che la parte fondamentale del lavoro è impacchettare quello che si raccoglie. Raccogli quattro secchi, corri fino all’area adibita e li impacchetti in circa 36/40 punnets. Bilancia alla mano, nessuna vaschetta deve pesare meno di 149/152 gr. Finito ciò torni nei campi. E così via. Per alcuni, i più veloci, impacchettare è una perdita di tempo, devi essere meticoloso, selezionare quasi ogni singolo mirtillo. Non sono ammessi errori. Nancy o Cindy, due dei supervisors, passeranno random a controllare e se nella vaschetta malcapitata saranno trovati mirtilli troppo maturi, danneggiati o morbidi ti toccherà rimpacchettare tutto. A qualcuno è successo e fidatevi, non è piacevole vedersi ribaltate le vaschette e ricominciare da capo. Equivale ad un’enorme perdita di tempo.

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Io e Andrea con Brigit (assistent supervisor) e Nancy.

Dopo qualche giorno io e Andrea cambiamo strategia. Io sono veloce ad impacchettare ma molto lenta a raccogliere (i cespugli sono bassi, non c’è ombra e io non sopporto il caldo) così decidiamo che sarà lui a raccogliere mirtilli per tutto il tempo e io ad impacchettarli. Se finisco di impacchettare e lui non ha ancora terminato i quattro secchi (possono capitarti piante piene di frutti o praticamente vuote, frutta troppo matura ecc.) gli andrò incontro così da ottimizzare i tempi. La strategia ha funzionato e vediamo aumentare ogni giorno di più i nostri guadagni. Io sono nel mio regno, il packing mi piace, a tratti mi rilassa, divento sempre più veloce e minuziosa tanto che più volte Nancy mi dirà ‘pretty good’ ‘good job’ e io tirerò un sospiro di sollievo. Impacchettare per otto ore non è cosa da poco, a fine giornata la schiena fa molto male (nella foto noterete che i tavoli non sono ad altezza giusta costringendoci a stare piegati per tutto il tempo) ma il lato positivo è che inizio a fare amicizia. Janett mi racconterà che ha solo 21 anni, che è rifugiata in Australia e che non vede la sua famiglia da cinque anni poiché in Kenya c’è la guerra e oltre che dispendioso non è proprio il caso di tornare. La sua famiglia è rimasta in Africa e invia loro denaro costantemente. Come lei anche Amos, James, Varee…

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Con Amos e Varee.

Due settimane sono volate. Svegliarsi all’alba, in tenda, con la brina sulla testa e i piedi gelidi non è stato piacevole, sgomitare per salire sull’autobus che ci avrebbe portarti nei campi neppure. Ma col passare dei giorni questi disagi sono stati oscurati dalle risate, dai mirtilli, dalla gioia nello scoprire di aver consegnato più di 600 punnets in sei ore, dalle amicizie. E’ stato bello e anche questa esperienza la ricorderò per tutta la vita. Col sorriso.

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9 pensieri su “Blueberries lunch

  1. Pensa che quando abitavo negli USA ero andata a raccogliere mirtilli UN GIORNO per fare qualche soldo… mai più, mi dissi! A sera avevo la schiena a pezzi, le dita viola dai mirtilli che avevo fatto scoppiare, e i quattro soldi racimolati di sicuro non giustificavano quella fatica! Quindi, tanto di cappello a voi per riuscire a godervi quest’esperienza!

    • E’ stato bello, posso dirlo con certezza! I supervisors erano adorabili e sempre col sorriso :) pensa che in un momento di sconforto ho detto loro ”Norman è noioso questo lavoro, non parlo con nessuno, non so la loro lingua!” e lui mi ha risposto ”quando loro ridono ridi anche tu, ridono tutti in inglese”. Insomma, una scemenza che mi ha sollevato il morale nei primi giorni :)

      La farm è impeccabile, pensa che c’è acqua fredda a disposizione di tutti, bicchieri, bagno chimico sempre pulito, crema solare, caramelle… non ci si poteva lamentare!

  2. Buoni i mirtilliiiiiii, buoniiiii! Io li ho raccolti solo in Svezia e non era propriamente raccogliere, finivano direttamente in bocca. Ma fosse che raccogliete solo cose azzurro-violacee e per quello dimagrisci? Sfondati di hummussss

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