Di amore, pecore e Nuova Zelanda.

Vi scrivo dalla più comoda postazione della libreria di Factorycity.

Ho finito di passare in rassegna la misera sezione dedicata ai libri in italiano (libri per bambini) quindi pare sia arrivato il momento di raccontarvi i ventiquattro giorni trascorsi in Nuova Zelanda. Oserei quasi dire che non ha bisogno di presentazioni poiché le foto parlano da sole (chi mi segue su fb/instagram si è dovuto appunto sorbire ben ventiquattro giorni di foto meravigliose; che sacrificio) ma limitare questo post alle sole foto risulterebbe inutile qualora anche voi decideste di avventurarvi ai confini del mondo. Facciamo quindi che descriverò brevemente l’itinerario con i dovuti consigli.

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Blue Pools

Perché la Nuova Zelanda, direte voi. Appare doveroso il ringraziamento alla politica sanitaria australiana dal momento che per ottenere i successivi sei mesi gratuiti di copertura Medicare (i primi sei li ottieni di diritto mettendo piede in terra australiana) è obbligatorio uscire dai confini australiani per poi rientrare. C’è chi sceglie Indonesia, Thailandia e altre isole economiche ma ho letto di gente che ha trascorso solo due ore all’aeroporto di Auckland (NZ del Nord) per poi rientrare. A questi ultimi va la mia più profonda compassione. Idioti, non sapete cosa vi siete persi. Insomma, fa fede il timbro sul passaporto. Tutto chiaro? E’ così che siamo finiti in NZ, la nostra copertura sanitaria scadeva il 18/12/14.

Se decidete, come noi, di trascorrere quasi un mese, allora la NZ non necessita di grande pianificazione, la rete stradale vi porterà inevitabilmente a visitarla in lungo e in largo senza mai deludervi. Diverso è se avete a disposizione 7/10 giorni e ahimè vi toccherà prendere delle decisioni. Per quanto possiate sempre cadere bene, di ritorno dal viaggio sarete assaliti da sensi di colpa quali ”però chissà cosa avremmo visto più a sud, più a nord…”. Io ancora ci convivo per non aver trascorso una settimana intera sulla panchina che da’ sul lago Wakatipu ma questa è un’altra storia. Tocca farsene una ragione, pianificate due giorni a Queenstown e saranno sufficienti.

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Queenstown

Fondamentale è noleggiare una macchina. Sarò più precisa: una macchina  – accessoriata con l’essenziale da campeggio – e non un van. In NZ le aree di sosta sono numerosissime (e non esagero!) ma spesso vi troverete di fronte al segnale ‘no camping’ e non sarò certo io a spiegarvi quanto un van dia più nell’occhio rispetto ad una macchina. Per questo scordatevi la tenda. Si parte in due, in macchina l’essenziale, sedili posteriori ribaltati per allestire il letto, cartina spiegata e via. Nulla di più facile e low cost. La nostra indistruttibile Nissan è stata la perfetta compagna di viaggio per cui vi consiglio di dare un’occhiata al sito di Rental Car Village (ad Auckland, se partite dal nord, Christchurch se partite dal sud) perché soluzione più economica non c’è. Siete emozionati, avete la macchina, un budget niente male ma siete ancora fermi al parcheggio. Niente panico, dovete immediatamente scaricare l’app Camping NZ (gratuita per Android) perché vi consentirà di trovare rest area e free attractions (con tanto di recensioni e dettagli) anche in modalità offline. Cosa volete di più? E’ aggiornata costantemente dagli utenti e approvata dal governo neozelandese quindi potete andare sul sicuro. A questo punto buttate pure quei dépliant di cui avete fatto scorta in aeroporto, non vi serviranno neppure per accendere un fuoco (oddio forse a Tongariro sì!).

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Emerald Lakes, Tongariro National Park

Otto giorni trascorsi a Nord: Auckland, Matamata (Hobbiton Movie set), Rotorua (Waimangu Volcanic Valley), Lake Taupo, Tongariro National Park, Waitomo Caves, Auckland.

Sedici giorni trascorsi a Sud: Christchurch, Arthur’s Pass National Park, Greymouth, Fox Glacier, Lake Wanaka, Queenstown, Te Anau, Milford Sound, Catlins Forest Park, Dunedin – Otago Peninsula, Oamaru, Mount Cook, Lake Pukaki, Lake Tekapo, Christchurch.

Grazie al kit da campeggio vi basterà fare la spesa per cucinare all’aperto e godervi gli splendidi paesaggi (gratuiti, lo ribadisco) che la NZ offre. Ricordatevi solo di fare scorta di butane canisters. 

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Lake Wanaka

Questo cosa vuol dire? Risparmio notevole su alloggi e ristoranti. Le aree di sosta sono ben fornite di fontane, tavoli, sedie e quant’altro può tornarvi utile per agevolarvi il viaggio. I neozelandesi sono ben contenti di aprire le porte ai turisti, consci delle meraviglie che li circonda faranno di tutto per mettervi a vostro agio e scambiare quattro chiacchiere con voi. Sorridere sempre sarà inevitabile. Ricordo ancora la sensazione di benessere, di gratitudine alla vita (fa tanto Paolo Brosio ma è così!) che mi ha fatto compagnia per tutta la durata del viaggio. Viaggiare on the road, niente di più bello. Vento in faccia, testa fuori dal finestrino, fotocamera alla mano e lo stupore negli occhi. Andrea che inchioda ogni 500 metri perché il panorama lo lascia senza fiato e deve fermarsi a contemplarlo. La NZ è tutta bella, l’unico consiglio che posso darvi è di concentrare il viaggio all’isola del sud qualora abbiate poco tempo a disposizione. Fidatevi e non ve ne pentirete.

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Milford sound

Non mi dilungo, sapete come la penso. Io ho trovato il mio posto nel mondo, non ho mai visto niente di più bello e sono certa che nessun posto (a parità di estensione) può competere con la NZ. Un paradiso per gli occhi e l’anima. Vi sentirete leggeri e rigenerati ad ogni singolo passo e vi ritroverete ad invidiare delle povere pecore che brucano ignare del posto in cui si trovano.

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Tasman Glacier Lake

Il ritorno in Australia è stato traumatico. Ritrovarsi davanti a panorami tutti uguali (per lo più sterpaglia seccata al sole) per migliaia di km è stato un duro colpo. Strade dritte e interminabili senza la minima emozione, aree di sosta tristi e essenziali ti portano inevitabilmente a rimpiangere il giorno in cui hai fatto richiesta per il visto australiano anziché neozelandese. Sigh.

Se siete capitati qui perché in procinto di partire ma avete ancora dubbi o domande irrisolte non esitate a contattarmi/lasciarmi un commento, vi risponderò quanto prima. Allora, vi ho convinto?

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Hooker Valley Track – Mount Cook

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16 pensieri su “Di amore, pecore e Nuova Zelanda.

  1. ciao! Bellissimo ma sai cosa????dicono sia la gemella dell’Italia geograficamente e paesaggisticamente parlando…ma l’Italia è ancora più bella. Seguendo i blog di voi expat non faccio che paragonare esteticamente tutti i paesi del mondo all’Italia…e non c’è proprio gara. Dalle montagne ai mari,abbiamo il top del top per non parlare dei monumenti di ogni tipo. Che sciagura che spreco che tristezza…

  2. Ti dirò la verità, io questa somiglianza non l’ho notata…colori così vivi non li ho mai visti prima :) È anche vero che non ho visitato tutta l’Italia. Parlo di benessere, sensazione di gratitudine e questo credo sia difficile (purtroppo!) da percepire in Italia. Pulizia, silenzio, rispetto per l’ambiente, per il prossimo, sorrisi ovunque. È un peccato sì, in NZ hanno valorizzato tutto quello che hanno (e noi non abbiamo ‘solo’ natura, pensa che spreco!) e hanno piacere nel condividerlo.

    Grazie per la visita ;)

  3. Bellissime foto e bellissimi posti! Vi vedo proprio sereni :)
    Posti così naturalistici (si dirà così?) non sono molto adatti a me, o meglio non ci resterei così a lungo, ma certamente non me ne sarei certo stato due ore in aeroporto XD

  4. Ciao Emy! Mi sembra proprio da ringraziare la sanità australiana … :) … la Nuova Zelanda, dalle vostre foto, è assolutamente meravigliosa. Avevo colleghi neozelandesi e già mi avevano incuriosito parecchio. E’ sicuramente uno dei posti da visitare almeno una volta nella vita. Miriam

  5. Ciao Emy sono Alessandra di Auckland :>
    Che bell’articolo hai scritto… concordo con te, forse solo chi viene qui e vede il colore di queste acque puo’ capire quanto la Nuova Zelanda sia unica.
    Tutti amiamo la nostra terra d’origine, questo non toglie che nell’emisfero sud, l’oceano e i laghi possiedano colori che io sinceramente non avevo mai visto in Italia. Senza contare la differenza fondamentale… potersi godere da soli, per chilometri e gratis cio’ che questa terra oggi ci offre.
    Ma sono cose che si comprendono viaggiando.
    Quindi Lacio Drom viaggiatrice!

    Io ti seguo, sempre che non faccia pasticci con i milleduecento account che ho!

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