Farm in Australia: quanto posso guadagnare?

Vi scrivo da Melbourne, ancora per poco.

Pare che ultimamente in Italia abbia preso piede questa tendenza a screditare il Working Holiday Visa in Australia ma ancor piu’ coloro che decidono di andare oltreoceano per fare gli schiavi. Giuro, l’ho letto. Piu’ o meno i commenti di quelli rimasti a lamentarsi in Italia sono sempre gli stessi: ”tanto valeva che restavi in Italia”, ”col cavolo che in Italia vi sareste ridotti a raccogliere i pomodori” e io lo so, eccome se lo so, che quest’estate dovro` tenere i nervi saldi e rispondere a provocazioni tipo queste. Non posso garantire nulla ma se ci scappa una rissa sarete i primi a saperlo. Partiamo per gradi e al termine di questo post troverete da soli la risposta a queste assurde considerazioni.

Come molti di voi sapranno (i piu’ bravi avranno perfino letto la biografia in alto) la mia scelta di partire non e’ stata legata alla necessita’ di lasciare l’Italia per cercare fortuna altrove o cambiare la vita di cui ero stanca e da cui ero sopraffatta, ma al pensiero di non poter lasciarmi sfuggire questa esperienza dall’altra parte del mondo, cosi’ da mettermi sostanzialmente – perche` di questo si e` trattato – alla prova. Avevo ventiquattro anni quando sono partita e durante tutti questi mesi mi sono detta che farlo a vent’anni sarebbe stato ancora meglio ma ecco, a vent’anni neppure ci pensavo all’Australia e mi beavo del fatto che a diciotto avevo avuto il coraggio di fare fagotto e trasferirmi altrove a studiare pur senza l’approvazione dei miei genitori. Per me, allora, era abbastanza. Succede quindi che quando esce l’ennesimo articolo che parla di scarsa remunerazione, pessime condizioni di lavoro, schiavitu`, isolamento dal mondo esterno (altrimenti detta: personalissima scelta di lavorare in zone rurali), vittime e carnefici a me parte l’embolo seguito da una sonora risata. Non ho idea dell’esatta percentuale di giovani italiani diretti in Australia ogni anno ma mi pare di capire che al solito in Italia si fa prima a denigrare piuttosto che ad incoraggiare.

Sono partita lo scorso Giugno con un solo pensiero ”stai a vedere che me la cavo”. Non ne ero ovviamente convinta ma la certezza di prendere il primo volo di ritorno qualora le cose fossero andate male ha fatto si` che partissi senza alcuna paura o ripensamento. Qualcuno in questi mesi mi ha detto ”ci vuole coraggio e tu ne hai avuto”. Lo dico sinceramente, sono stata forse incauta ma io ricordo di aver vissuto il tutto senza la reale percezione di quanto distante fosse effettivamente l’Australia. ”Minch*a vai in Australia e lo dici con questa calma?”, fu Giuseppe a dirlo e ancora oggi ricordo che tornando a casa mi fermai a riflettere su quanto forse fosse stata avventata la mia decisione. Ormai era fatta, sarei partita dopo una settimana ed ero euforica. Si`, io mi ricordo euforica. A differenza di tanti altri pero` non siamo stati incauti nel pianificare il viaggio e ora sapete perche` spesso non rispondo a messaggi tipo ”ma con che visto devo venire? come si fa?”. I mesi che hanno preceduto la partenza li abbiamo passati a leggere articoli, siti, libri e quant’altro cosi` da non aver sorprese una volta qui. Non c’e` giorno che io non ringrazi Andrea per essere stato un perfetto compagno di viaggio molto piu`di me perche` davvero le cose non potevano andarci meglio. Quando leggete articoli che parlano di italiani sfruttati, di condizioni al limite della legalita` (quanto hanno fatto scalpore quei 60cent di paga oraria?) ricordatevi sempre che ognuno di noi ha la facolta` di scegliere di restare o andar via.

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L’ altra faccia (sorridente) della schiavitu`

Ero meno euforica quando Hassan ci propose di raccogliere pomodori per undici ore al giorno, con una serie di assurde pretese e senza alcuna garanzia di pagamento, non ricordo neppure quanto fosse la paga oraria (ad ogni modo sotto il minimo legale) poiche` sconcertata dalle ‘undici ore’ tanto che feci segno ad Andrea di ringraziare e declinare. Qualcuno potra` dire ”quando hai bisogno di lavorare e non hai soldi accetti anche quello”. Bene, personalmente non lo farei mai e seppur d’accordo che in casi estremi (ed Hassan lo sa che e` su questi che deve puntare) tocca scendere a compromessi mi reputo abbastanza furba responsabile da non fare mai in modo di trovarmi senza soldi. Quando abbiamo pianificato la vacanza alle Whitsundays, poi in Thailandia e in Nuova Zelanda avevamo ben chiara la soglia minima oltre il quale non poter scendere perche` consapevoli che di ritorno da questa lunga e meravigliosa pausa ci sarebbe voluto un po’ prima di trovare nuovamente un lavoro, che avevamo una macchina e che magari ci saremmo potuti trovare di fronte a spese impreviste (come successe a Luglio). In vacanza non ci siamo fatti mancare nulla, abbiamo girato in lungo e in largo ma sempre tenendo ben presente la soglia dei 4mila dollari. Ok, forse siamo stati eccessivamente cauti (sorrido al ricordo di Claudia C. che scoppia a ridere dicendo ”io neppure li ho mai avuti 4mila dollari sul conto”) ma non potevamo di certo sapere che avremmo trovato lavoro dopo soli due giorni dalla nostra ricerca e che la nostra adorata Ford Falcon sarebbe stata impeccabile fino all’ultimo giorno. In ostello ho avuto modo di conoscere gente alla ricerca disperata di un lavoro perche` rimasta con 400 dollari sul conto (i piu` temerari anche poco meno di 100) reduce da svariati week end all’insegna di alcool e droga. Devo aggiungere altro? La stessa gente che poi vanta furti nei supermercati e lamenta lavori sottopagati.

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Lunch break, team picking

Abbiamo deciso quindi di rifiutare la proposta di Hassan (l’unica possibile in quella zona e in quel periodo) e di spostarci altrove; ho trovato lavoro nella raccolta di chilli dopo una settimana di attesa. Un lavoro ben pagato (21$/h) ma che non mi garantiva di poter lavorare piu` di cinque giorni a settimana e poiche` dopo tre giorni Andrea era ancora in attesa abbiamo scelto di spostarci di nuovo. Solitamente pero` consiglio di non superare la settimana di attesa. Inutile ribadire che puoi permetterti di ”rischiare” e cercare lavori migliori solo quando hai una certa somma da parte. Non siamo andati tanto lontano, abbiamo semplicemente cambiato ostello e io dopo solo un giorno ho trovato lavoro nel packing di melanzane. Qui qualcuno osa dire ”fortuna”, io pero` ricordo ancora la faccia sbigottita di quelle in attesa da settimane che al mio ”ragazze vi saluto, ho trovato lavoro da domani nell’ostello in fondo alla strada” erano li` a mangiarsi le mani per non aver avuto la stessa idea. Tante volte fa comodo dare la colpa alla propria sfortuna piuttosto che ammettere di non aver mosso un dito per cercare di cambiare le cose. Le melanzane, dicevo, esperienza meravigliosa di cui vi ho ampiamente parlato i mesi scorsi: 900/1000 dollari a settimana, 56 ore complessive. Vi dico solo che in ostello erano tutti li` a pregare che qualcuna di noi andasse via per poter prendere il nostro posto dato che a quanto pare era la farm migliore (lavoro da maggio a fine ottobre). Nel frattempo Andrea, durante le due settimane in attesa di sostituire un ragazzo che lavorava nella mia stessa farm, ha lavorato nella raccolta del basilico e nel weeding per 21$/h. Il lavoro nella farm di basilico l’ha trovato da solo mentre altri ragazzi in ostello erano li` a piangere che non c’era lavoro, che la lista d’attesa era troppo lunga, che i proprietari dell’ostello erano degli stronzi il tutto senza mai alzarsi dal letto. Anche qui, devo aggiungere altro? Voi dite ”fortuna” io lo chiamo ”rimboccarsi le maniche”.

Tornati dalla Nuova Zelanda abbiamo inviato la nostra candidatura alla fabbrica del Victoria di cui vi ho parlato fino a qualche mese fa e qui si`, sento di aver avuto tanta fortuna, la fortuna di conoscere Claudia C. che ci ha riferito di questa possibilita` lavorativa molto remunerativa. Dalla candidatura al colloquio fino al primo giorno effettivo di lavoro e` passato un mese e nel frattempo non siamo stati di certo a girarci i pollici. Abbiamo raggiunto il New South Wales dopo aver consultato l’Harvest Guide (la guida del governo messa a disposizione online e dalla quale e` possibile fare un controllo incrociato per Stato e periodo dell’anno in cui e`consigliato recarsi per trovare lavoro) e dopo una breve telefonata all’azienda agricola che ci interessava abbiamo ottenuto subito il lavoro. Subito, letteralmente. Fortuna? Io direi piu` precisa pianificazione. In questo caso la paga dipendeva dai kg raccolti e noi che non eravamo neppure tanto bravi riuscivamo a guadagnare anche 180$ netti al giorno. Appena ricevuta la chiamata dalla fabbrica abbiamo detto, seppur a malincuore, addio ai mirtilli e ci siamo nuovamente spostati in Victoria. Non serve che mi dilungo ancora sull’ esperienza in fabbrica ma voglio ricordarvi che la paga si aggirava sui 1600$ netti alla settimana per 56 ore di night shift, a questi vanno aggiunte le tasse regolarmente pagate, la liquidazione e la superannuation. Quando lo racconto la gente non ci crede soprattutto perche` sottolineo quanto io mi sia divertita, che non si e` trattato di un lavoro faticoso sotto il sole cocente (come lo e` solitamente quello in farm) e che mi ha consentito di accumulare giorni utili per la futura richiesta del secondo visto pur non trattandosi di lavoro agricolo.

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Gli articoli di cui vi parlavo all’inizio ribadiscono quanto sia ingiusto dover lavorare come schiavi per raggiungere i fatidici 88 giorni necessari a richiedere il visto per restare un altro anno in Australia. Ingiusto non e` esattamente la parola corretta, cosi` come non lo e` l’appellativo di “schiavo” senza le dovute precisazioni. Forte delle mie esperienze posso dire di non aver mai avuto la sensazione di essere tale; non metto in dubbio che e` stata dura per certi versi (non avevo esperienza nei lavori agricoli e non ho mai pensato che sarebbe stata una passeggiata) ma non mi sono mai sentita sfruttata, anzi. Ho trovato sempre grande umanita` (che si manifesta anche solo nel ribadire di mettere la crema solare, di coprire il collo e di indossare il cappello) e correttezza da parte dei miei datori di lavoro. Confesso che Charlie inizialmente e` stato un po` brusco, ma se non mi avesse mai ripresa probabilmente a quest’ora avrei impacchettato a cazzo migliaia di melanzane fregandomene delle conseguenze. E quando parlo di correttezza non mi riferisco solo al condividere il pranzo, al ridere e visitare l’Australia insieme, al garantirci le pause e un bagno in caso di bisogno, neppure al ”sicura di stare bene? riposati un attimo” ma anche e soprattutto al rifiutare di pagarci in nero e sotto il minimo salariale.

Personalmente ho sempre scartato proposte che promettevano pagamenti cash in hand e non solo perche` ritengo giusto pagare le tasse (quando un Paese funziona le paghi anche volentieri) ma soprattutto per vedermi tutelata in caso di incidenti sul lavoro. Non vi ho mai parlato di quella volta che ho lavorato 11 ore su una scala con una sacca da 25 kg di prugne che gravava sulle mie esili spalle. Abbiamo accettato questo lavoro dopo aver firmato il contratto con un’agenzia che ci prometteva otto ore al giorno per un lavoro facile e con tutt’altra paga. E’ venuto fuori che il farmer (italiano!) ha preso in giro sia noi che l’agenzia. All’ottava ora ho iniziato a dare segni di cedimento, come e`normale che sia il primo giorno, ma questa volta non si trattava della mia prima esperienza e quindi non ho battuto ciglio quando da otto sono diventate dieci; all’undicesima ho iniziato a pormi qualche domanda soprattutto perche` il farmer non accennava ad arrivare. La paga era a kg raccolti ma seppur veloci (per quanto veloce puoi andare il primo giorno) andavamo sui 10$/h. Impensabile per me che ero abituata a ben altri soldi. Il giorno dopo dico al farmer che la paga non mi sta bene e che quindi quello era stato il nostro primo e ultimo giorno di lavoro, ringraziandolo comunque per l’opportunita`. I ragazzi che erano li` con noi decidono di restare, hanno bisogno di soldi e sopratutto di giorni per il visto. 10$ sono meglio di nulla, dicono loro. Uno schiavo consenziente si puo` definire schiavo?

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Stanca e sorridente prima di scoprire la paga haha

Il farmer da carino e disponibile quale era (ricordo ”ragazzi ma siete bravissimi, siete veloci, grazie, continuate cosi`”), nel giro di qualche minuto diventa sfuggente e decide di depennarci un bin con la scusa che le prugne raccolte erano troppo piccole per essere vendute. Inizio ad intuire che qualcosa non sarebbe andato per il verso giusto, ma sentendomi comunque sicura poiche` avevamo l’agenzia dalla nostra parte. Risultato? Non ha mai pagato ne’ noi (che furbamente abbiamo lavorato solo 11 ore) ne’ gli altri ragazzi e l’agenzia non e’ piu’ riuscito a contattarlo. That’s it.

Un po’ di numeri che sicuramente vi interessano: 172 giorni di lavoro, piu’ di 37 mila $ guadagnati, circa 9 mila $ di tasse versate (a Luglio vi faro’ sapere quante di queste mi sono state restituite*). Ho quindi tutto il diritto di incazzarmi quando leggo l’ennesimo articolo che scredita l’Australia? Io che ho quasi raddoppiato gli 88 giorni necessari non sapendo neppure se sfruttero’ mai l’opportunita’ del secondo visto. Ho il diritto di urlare a gran voce che in Australia vieni sfruttato solo se permetti alla gente di farlo? Ho visto ragazzi in attesa di un miracolo, convinti che il lavoro sarebbe arrivato, prima o poi, senza fare nulla nel frattempo ed elemosinando clemenza agli ostelli che reclamavano il pagamento della retta. Tante volte ho provato a mettermi nei loro panni, talvolta anche cercando di non giudicarli. Gloria, una mia cara amica, ha gestito l’ ostello ad Ayr per quattro lunghi mesi e abbiamo discusso un sacco, il piu’ delle volte ridendo a crepapelle, in proposito.

Ognuno e’ libero di viversi il proprio anno in Australia come meglio crede, nel nostro caso e’ sempre filato tutto liscio e seppur per qualcuno questo apparira’ noioso (non e’ colpa mia se non fumo e sono astemia haha) io rifarei tutto, esattamente tutto. Quanto mi ha regalato questo anno in Australia? Quante emozioni, quante amicizie? E` tutto scritto in questo blog.

Potrei forse non consigliarvi di mollare tutto per un anno e buttarvi a capofitto in questa esperienza? Ditemi che vi ho convinto a non raccogliere i pomodori in Italia, forza!

*aggiornamento Luglio 2015: di 8779,20$ versati, ne ho ricevuti 4100$.

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41 pensieri su “Farm in Australia: quanto posso guadagnare?

  1. Seguo la tua avventura in Australia da tempo e quando ho letto gli art che parlavano male delle farm ho subito pensato a te e mi dicevo: saranno finiti in un posto sbagliato, l’Australia di Emy è diversa!!!

    • Esattamente, ma io sono stata nella stessa Australia degli altri mica su Marte eh ;)

      Quei soldi li ho guadagnati io (Andrea leggermente meno perché ha fatto una ventina di giorni meno di me!) e non lo definirei certo sfruttamento. Un mio amico mi dice sempre “voglio farmi sfruttare pure io così” ;)

  2. Cara emu ė un piacere leggere finalmente un’esperienza australiana serietà ed intelligente io la penso nello stesso ed identico modo tant’è vero che io sono quasi alla fine del mio secondo visto e data la mia meravigliosa esperienza nelle farm australiane ho accettato lo sponsor in una di queste una di ciliegie! Anche io e la mia ragazza non siamo mai scesi a compromessi dove saremmo stati sfruttati o cose simile, i giorni in cui si cercava lavoro ci si alzava la mattina alle 6 e si girava per farm, la maggior parte delle volte abbiamo direttamente lavorato per i farm e senza passare per agenzie e non abbiamo mai preso meno di 21$/h!
    Quando leggo determinati articoli o servizi televisivi mi viene il veleno perché sono solo fatti in modo di spaventare e demotivare i ragazzi a lasciare un paese oramai in declino l’Italia! Io sono partito a 28 anni stanco di girare giorni anzi mesi per trovare un lavoro onesto senza mai riuscire a trovare qualcosa regolare e per più di qualche mese, senza certezze senza indipendenza! Qui dopo vari giri ora finalmente ho una casa mia una macchina un lavoro ben pagato e certo tasse decisamente più basse, insomma finalmente posso vivere decentemente! A me l’Italia che rimane la terra più bella del mondo, ma in mani di persone CATTIVE ED EGOISTE, mi rivedrà solo in vacanza!

    Comunque grazie da tutti noi che l’Australia l’abbiamo vissuta nel modo giusto ti auguro buona fortuna e il meglio per tutto!
    Take care mate, take it easy!

    • Congratulazioni per il tuo sponsor Michel, dimmi un po’ in cosa consiste il tuo lavoro con le ciliege che io sono sempre curiosa quando si tratta di queste cose :)
      Ho provato anch’io l’esperienza di andare a bussare di farm in farm per chiedere lavoro e sebbene la ricerca sia stata infruttuosa non posso affatto lamentarmi di come mi sono andate le cose a seguito della ricerca forzata di un ostello in Queensland; all’epoca ero abbastanza scocciata ma ad oggi posso dire di essere stata benissimo in ostello (ho passato un mese in una stanza tutta per me, qualche settimana con due ragazze italiane e un mese in camera doppia col mio ragazzo!) e di aver pagato il giusto. Diverso e` quando paghi cifre assurde per stare in condizioni pessime e ottenendo in cambio solo contatti di farm squallide. No? In Victoria non era mia intenzione passare per agenzie ma ero entrata per chiedere informazioni sulla fabbrica e la ragazza allo sportello mi ha detto ”intanto che aspettate per il colloquio da domani potreste iniziare con la raccolta delle prugne se vi interessa”, ho accettato perche` io con le mani in mano in so stare e perche` le condizioni erano ottime peccato che il giorno dopo ho scoperto che il farmer aveva tutt’altre intenzioni e me la sono data a gambe :)

      Buona fortuna anche a voi due! Grazie mille! Se hai un blog lasciami pure il link, mi farebbe piacere leggerti!

  3. Il discorso è sempre lo stesso ovunque (non solo in Australia).
    La gente (soprattutto i disoccupati, mi spiace dirlo) sono bravissimi a lamentarsi e a puntare il dito e come dici tu “dal proprio letto”
    Non c’è bisogno di andare in Australia a raccogliere melanzane (lavoro che ringraziando Dio esiste e per fortuna c’è ancora gente disposta a farlo!) per racimolare quelle cifre.
    Il tutto sta all’intelligenza delle persone, di scegliere le opportunità ma soprattutto nel portarle avanti.
    Brava Emy. Persone come te troverebbero le opportunità buone in qualsiasi parte del mondo, tranquilla.
    Buona vita.
    Riccardo

    • Riccardo dimmi dove puoi guadagnare 1000$ A SETTIMANA senza grandi competenze e giuro che vado a testarlo di persona. Parlando in euro, ad oggi sarebbero 684 euro a settimana! Pensa che sono cosi` folle da aver pensato di fare un mese in una fabbrica italiana per toccare con mano la differenza :) dubito che mi prendano ed e` proprio questo il motivo per cui ”c’e` bisogno di ANDARE IN AUSTRALIA A RACCOGLIERE MELANZANE A QUELLA CIFRA”.

      Sempre gentile, Rick. Grazie mille! UN ABBRACCIO

  4. Gli autisti “spot” (basta avere la patente) possono arrivare a guadagnare quelle cifre ad esempio, ma quanti sono disposti a farlo? non esistono orari e feste…..
    Il musicista registrato regolarmente all’enpals (anche se qui è sicuramente richiesta la conoscenza/competenza dello strumento… ) guadagna ben oltre quelle cifre se si crea un giro di band e allievi.
    Io stesso prima di laurearmi in ingegneria ho fatto questo tipo di lavori non solo per non gravare sulle spese dei miei genitori ma ho messo anche da parte un bel gruzzoletto, non frequentando bar, feste, ristoranti e non facendo viaggi… tutto nel profondo sud, dove tutti si lamentano dell’assenza di lavoro… (parliamo fino a 6 anni fa, ora non so come stiano veramente – e non per sentito dire – le cose).

    Personalmente ho stipendiato per poco meno (1600€/mese netti per 8h al giorno per 5 giorni a settimana) persone che nemmeno conosco (a distanza) per saldarmi dei circuiti (richiede solo una mano ferma e un pochino di pazienza…, 30€ di saldatore, 3€ di stagno che ti basta per una quantità elevata di circuiti e qualche centesimo di corrente elettrica…) Io fornivo il materiale,le istruzioni e la spedizione. Inviavo il kit base (a mie spese) se quello che mi tornava (sempre a mie spese) era valido allora si partiva con il lavoro e alla consegna pagavo.
    Sono molto d’accordo con te sul fatto del “si lamentano stando nel letto” perchè di 400 persone circa contattate per questo lavoro, 6 si sono dette interessate, ma alla fine hanno accettato solo in 2. Di queste 2 persone solo 1 ha fatto un buon lavoro, mentre l’altra ha fatto un lavoro pessimo che mi ha portato anche un danno economico avendo danneggiato i circuiti ed essendo notevolmente in ritardo con la consegna (molto parziale oltremodo…). 1 su 400… dimmi chi guadagna 1600 netti stando a casa propria…

    Anche il Network Marketing paga queste cifre anche dopo soli 8 mesi e non richiede nessuna competenza iniziale, se non rimboccarsi le maniche, farsi coraggio ed essere costante e soprattutto onesto. Ma anche qui, pur avendo personalmente guadagnato “per gioco” l’ultimo mese 925€ lavorando 10 ore a settimana (23,12€ a ora quindi, un pochino oltre la cifra da te menzionata), visto che ho già altri 2 lavori di cui, uno come titolare di azienda, la gente che entra in contatto con me preferisce lavorare full time a 1000€/mese in un call center, per 6.25€ a ora (lavoro rispettabilissimo per il quale all’inizio della mia carriera avevo anche valutato di fare se non fossi stato assunto da un’altra parte).

    Il dog sitter viene pagato molto bene, anche. Sono circa 15€/ora se ci si gestisce bene con altre richieste. Ovviamente con i cani ci devi saper fare, ma non richiede sicuramente una laurea o competenze specifiche.

    Anche con le pulizie private si guadagna dalle 80 alle 120€ al giorno, lavorando sempre 8h/giorno (quindi non sfruttamento)

    In tutti i lavori troverai qualcuno che ti dirà “non faccio la vendita diretta… non raccolgo pomodori… io mi sono laureato in giurisprudenza non vado a lavorare in un call center a 1000€ al mese!!!… io faccio l’infermiere non vendo integratori alimentari… io non faccio fare il viaggio al mio cavallo di 1000km per andare a lavorare in Svizzera per 4000€/mese, preferisco rimanere qui a 1000€/mese (e lamentarmi)”…

    Troveremo sempre quelli che si lamentano rimanendo nel letto.

    Quindi Emy, grazie mille per il tuo articolo che spiega in maniera DAVVERO esaustiva come siano le persone a fare e cogliere le opportunità e soprattutto il tuo post smerda i giornalisti-terroristi che hanno disegnato l’Australia luogo di sfruttamento per i giovani.

    Personalmente non vedo la necessità per un giovane, la necessità di fare cose così drastiche come spostarsi ad un luogo distante 24 di viaggio dal luogo di origine. Ben venga se mi si parla di esperienza, in quel caso nulla da dire, ANZI !
    Conosco diverse persone che son partite per l’Australia perchè in Italia “non c’è lavoro, è una mmerda”, ma alla fine dei fatti in Italia erano sempre in giro per bar, feste, centri sociali, a farsi autoscatti con gli amici e una birra in mano, o in viaggio per le capitali europee… in Italia forse ci hanno provato ma si sono demoralizzati al primo “no”. Poi sono partite per l’Australia e fanno fino a 3 lavori al giorno per racimolare il gruzzoletto, dormito in ostelli e condotto vite al limite delle forze… tutto questo per poi dire “qui finalmente ho trovato il lavoro, è completamente diverso dall’Italia”. ma mi chiedo cosa sarebbe successo, rimanendo in Italia, se piuttosto che andare in giro per feste e lamentarsi dell’assenza di lavoro, si fossero messi a lavorare in 3 posti differenti… o solo BENE con uno… magari mi sbaglio, magari no, l’unica certezza è la mia esperienza personale, non le opinioni.

    • Rick, il punto e` proprio questo. Mi hai elencato tutte opportunita` in cui serve un minimo di esperienza (pulizie, dog sitter) o anche piu` (saldatore, musicista) e capacita` ed hai ragione quando lo circoscrivi all’Italia perche` e` in Italia che uno cerca di sfruttare le proprie capacita` e mostrare le proprie competenze. Assolutamente d’accordo. Io ti ho fatto l’esempio dell’Australia proprio perche` mi sono state aperte porte pur non avendo alcuna esperienza pregressa a riguardo e ti parlo del lavoro in fabbrica e di quello al resort. Pensi che in Italia mi avrebbero assunta? E’ stata un’esperienza fine a se stessa quindi e` su questo che mi soffermo ancora, perche` non consigliare di venire in Australia (proprio dopo aver preso il diploma di scuola superiore) a sporcarsi le mani e tornare con un cospicuo gruzzoletto in tasca? Io non la considero una scelta drastica, anzi. Questo mi piace dell’Australia, il fatto che apra molte porte e sta a te scegliere quale aprire e quanto impegno metterci se decidi che quella e` la strada che vuoi proseguire. Male che vada avrai messo il naso fuori dal paesello e sarai tornato con tante avventure da raccontare. Io non faccio testo forse, lo ribadisco, io sono venuta fin qui proprio perche` avevo bisogno di mettermi alla prova, di sporcarmi le mani in lavoretti anche scomodi. Mio personale obiettivo, mia personale riuscita :) Diverso e` il discorso di coloro che vengono in Australia e si scoprono a fare le pizze a 30 anni (ogni riferimento a cose e persone e` casuale?!) ma anche qui, chi sono io per giudicare? Non lo condivido e sono anche stufa, a dirti la verita`.

      Voglio crederti quando parli di quelle cifre ma quella delle pulizie private mi lascia un po’ basita quindi ti chiedo: cosa intendi per PRIVATE? Io le poche persone che conosco che lavorano in privato lo fanno a nero e a cifre ben al di sotto di quella che hai citato tu (7.50 euro/h quando va bene) ma anche qui serve mooolta esperienza per farsi spazio tra la ressa della concorrenza. Quelle che invece lavorano sotto brand/agenzie guadagnano alla fin fine lo stesso perche` il grosso del guadagno va ai piani alti. Spiegami davvero, voglio saperne di piu`.

      Come posso biasimare quelli che dopo essersi fatto un mazzo tanto ”pretendono” di sfruttare le proprie abilita` nel settore per il quale hanno studiato? Non ci riesco. Dovrebbe essere la normale conseguenza al termine degli studi. Mi laureo e poi davanti a me anziche` una rosa di opportunita` attinenti (per migliorarmi, per fare ESPERIENZA) mi ritrovo tutt’altro scenario. Come dovrei reagire? Non posso fare i salti di gioia! Non posso ma ovvio che prima di restare a piangermi addosso mi rimbocco le maniche e faccio anche quello. Parlo per me, eh!

      Grazie a te per avermi offerto questo spunto di riflessione e sono d’accordo con te su tutto l’ultimo paragrafo. Ho letto di gente che consiglia di venire in Australia a fare i camerieri e a momenti mi prendeva un coccolone. Ma questa e` un’altra storia.

      Abbracciamoci ;)

  5. Ciao Emy,
    io sono arrivato a Brisbane da qualche giorno ed iniziato la mia personale ricerca di lavoro nelle farm.
    Lo vorrei fare per qualche mese perchè poi farò uno stage in qualche grossa città ancora da definire.

    Tu in quali posti mi raccomanderesti di andare? Dove sei stata per la raccolta di melanzane?
    Alcuni mi sconsigliano Mildura(VC), ed addirittura Bundaberg(QLD). Io però sono dell’opinione che la gente che si lamenta il più delle volte è perchè non ha voglia di sbattersi.

    Vorrei rimanere nel Queensland ma se necessario mi sposto ovunque a seconda di cosa dice la harvest guide.

    Qualche dritta nello specifico da darmi ce l’hai? Te ne sarei molto grato :)

    Ciao,

    Mauro

    • Ciao Mauro, in bocca al lupo per la tua avventura! Io non sono stata ne` a Mildura ne` a Bundaberg proprio perche` hanno una pessima (ma pessima davvero eh!) reputazione che le precede, tuttavia qualche caso isolato di lavoro pagato onestamente c’e` (mi pare di averlo letto, seppur raramente) quindi non me la sento di depennarle del tutto da eventuali consigli. Io non ci sono stata, ripeto, lasciatele come piano non B…magari C :) Con tutte le belle opportunita` che l’Australia offre, perche` rischiare? Bowen ad Ayr invece posso consigliarle ad occhi chiusi ma come ho detto in un post (questo: https://da4leeallaustralia.wordpress.com/2014/07/21/working-hostel-visa/ ) il mio consiglio riguarda gli ostelli: Aussie Nomads, Lazy Lizard Lodge (se hai la fortuna di capitare nella farm giusta) e l’unico ostello di Home Hill che ha mooolti contatti e li gestisce tutti egregiamente, pare!

      Torna pure ad aggiornarmi al termine dei tuoi giorni in farm, ci conto :)

  6. Ehi ciao e complimenti per il blog, mi piace molto.
    Ascolta sto creando un sito per gli italiani all’estero, dove racconto anche delle esperienze degli stessi italiani all’estero .
    Se ti va, possiamo raccontare la tua storia sul nostro sito? Ti lascio qui la mail : nuovamigrazione@outlook.it
    In attesa di una tua risposta ti porgo i miei saluti.

  7. Carissima Emy
    dal giorno che mi avevi detto che saresti partita per l’Australia ed abbiamo chiacchierato di questa esperienza che andavi ad affrontare ho capito di che pasta eri fatta ed ho puntato su di Te.
    Sei una ragazza che ha avuto il coraggio e sopratutto il cervello. Non sei andata all’avventura ma in modo intelligente hai fatto una pianificazione iniziale ti sei preparata e ciò ha dato i suoi frutti.
    Sopratutto sei una che ha mostrato carattere e tenacia non ti sei abbattuta nei momenti di difficoltà ti sei data da fare ed hai sempre cercato con forza il lavoro senza aspettare che questo venisse a bussare alla tua porta.
    Hai perfettamente ragione, lagnarsi è più facile e comodo che darsi da fare.
    Come qualcuno ha detto la fortuna aiuta gli audaci e tu quel briciolo di fortuna che è sempre indispensabile per la buona riuscita delle cose sei andata a stanarla da sotto la terra Aussie.
    Vorrei tanto che questa tua esperienza sia una finestra di luce ed insegnamento per tanti giovani come Te ed Andrea.
    Siete un po il “parente Americano” che ha fatto fortuna da prendere come esempio.
    Sono orgoglioso di Te perché nessuno ti ha regalato nulla perché le tue fatiche sono state premiate (anche economicanente) perché ti porterai dietro un bagaglio emotivo e di esperienza che nel tempo ti darà ulteriori forza ed altri frutti.
    Sono orgoglioso di Te perché sarebbe stato bello esser Te.

    • Enrico mi lasci sempre senza parole quando mi scrivi. Davvero non so cosa dire se non, banalmente, GRAZIE! Vi ho portato tutti con me per un anno intero, vi ho risparmiato il caldo e la fatica dei raccolti, i bagni pubblici e le camminate estenuanti…meglio di cosi`? :) scherzo, ti auguro di esplorarla coi tuoi piedi l’Australia un giorno, mai dire mai! Tifero` sempre Nuova Zelanda pero`, non dimenticarlo ;)

      Un forte abbraccio anche da parte di Andrea!

  8. Ciao Emy mi sono infuriata anch’io quando ho letto stupidi articoli che parlavano di sfruttamento dei pooooveri italiani.. come se ci puntassero una pistola alla tempia x lavorare in alcuni posti. Anyway volevo chiederti se hai il contatto della Farm di melanzane.. Thaaanks

    • Ciao Tamara, mi sono rivolta all’ostello Lazy Lizard Lodge di Ayr per le melanzane! E` carino ed accogliente, se sei fortunata c’e` pure qualche camera doppia ancora disponibile :) ciaooo

  9. Bellissimo post! E soprattutto: quanto è vero quello che hai scritto. Con un pò di furbizia si riesce (ma questo credo valga ovunque) a non farsi sfruttare,solo che molti,purtroppo,la furbizia non ce l’hanno!

  10. Carissima Emy, prima di tutto complimenti per il blog e tuoi post davvero coinvolgenti! E ancora più complimenti per questo post, che mette in luce quanto questo magnifico Paese possa dare a quelli che non hanno paura di darsi da fare, mostrano iniziativa e hanno una solida etica lavorativa. Premettendo che ho il livello di fitness di una novantenne 😆 e in farm non ci ho mai lavorato, abito in Australia da 4 anni e mai e poi mai mi sono sentita sfruttata! Buona fortuna per tutto! Elena, Melbourne

      • Lavoro come project manager e controllo qualità per una ditta di ingegneria ambientale – assolutamente non quello che mi sarei mai immaginata di fare da bambina… E mi piace pure! In Australia comunque ho lavorato un po’ dappertutto, specialmente nel primo anno: call centre, reception, panineria 😁 Ho ottenuto un visto permanente grazie al mio compagno (che è kiwi 😊)
        Dell’Australia mi sono innamorata dell’altissima qualità della vita, la determinazione e l’intraprendenza dei suoi abitanti, e della casette vittoriane di Melbourne 💜

  11. Avrei tanto voluto lavorare in una panineria (io ho debole per i panini e il pane in generale, in un’altra vita nascero` baguette con semi di sesamo) ma non avendo esperienza non ho neppure cercato e mi sono goduta quest’ultimo mese del visto a Melbourne :)

    Hai il compagno kiwi? No ma cos’altro? haha tanta invidia :p

  12. salve emy…sono nuova , cmq ho 25 anni e’ sono in italia…sto cercando di trovare lavoro qui per poi imparare l inglese e partire per l australia..ho sentito che ci sono dei lavori ricercati in australia che ti fanno avere piu’ probabilita’ di una resident permanet mi confermi?? sai dirmi altro?grazie mille

    • Ciao Francesca, confermo che ci sono una serie di professioni richieste che ti consentono di raggiungere quel “privilegio” chiamato sponsor. Non so altro però, non essendomi mai informata a riguardo! Sul sito del governo troverai sicuramente risposta ai tuoi dubbi ;) ciaoo

  13. Ciao Emy, ti rinnovo tutti i complimenti che ti sono stati rivolti in precedenza :) mercoledì parte la nostra avventura (io e ragazza) in queensland… ce la metteremo tutto per utilizzare quella intelligenza di cui hai parlato per evitare certe spiacevoli situazioni ! Volevo chiederti comunque un consiglio, visto che arriveremo a brisbane, e vorremo appunto spostarci verso le zone del nord da te indicate, pensi sia conveniente acquistare un’auto oppure ricorrere ai mezzi di trasporto ? Acquisterei l’auto solo per raggiungere le farm alla ricerca di lavoro,ma se mi dici che il porta a porta non funziona mica tanto … allora penso convenga girare i working hostels…. tu che consigli ? ♡

    • ciao gianmarco, grazie anche a te :) Ahime per le farm in Queensland la macchina mi e` stata inutile, cosi` come a tanti altri! Io ti consiglio di spostarti con i mezzi (se ci sono) o di fare autostop (rapido, efficace e sicuro qui in Australia) come tanti miei amici hanno fatto! Se non vuoi spostarti inutilmente fai una chiamata preventiva all’ostello che ti interessa; sara` comunque utile andare li` di persona e mettersi in lista d’attesa ma intanto ti fai un’idea!

      • Ti ringrazio Emy ! Nel frattempo continuo a leggere i tuoi pensieri … sto facendo una full immersion delle tue pagine ! Quanta voglia che mi fai venire ! Non vedo l’ora arrivi mercoledì !! Comunque ti lascio il mio fb , mi farebbe piacere incontrarvi (distanze permettendo) una volta li … ho appena girato questo link alla mia ragazza… così leggera anche lei delle vostre avventure e dei vostri preziosi consigli !! PS. Su fb, così come nella vita reale XD, sono Gianmarco Fochetti ! Continua a scrivere , noi siamo qui che leggiamo !!!!

  14. grazie mille emy , continua a raccontare dell australia sperando che un giorno sara’ utile anche a me ..grazie di nuovo

  15. Quando ho letto i primi articoli sulle farm non credevo ai miei occhi…. Esperienze brutte e persone disoneste ci sono sempre ed ovunque, ma da qui a dipingere tutti i ragazzi che fanno le farm come schiavi mi sembrava decisamente esagerato! Grazie per questo tuo post ad onore del vero, che sicuramente servirà a chi si appresta a fare un’esperienza del genere!

  16. Un giudizio molto equilibrato e ragionato il tuo. La mia esperienza è diversa, sono arrivato qui come sponsored professional, visto 457 etc., ma mi hanno sempre dato fastidio gli articoli e i giudizi che citi tu.
    Auguri per il futuro.

    P.s. Sono felice la Falcon non vi abbia mollato per strada!

  17. Ciao Emy, mi sembra un po’ brutale scriverti un commento qui, ma non saprei dove altro contattarti ahah!
    Io sono arrivata a Melbourne con il WHV circa tre mesi fa. Non ho voluto cercare subito lavoro per potermi ambientare e per vedere il più possibile la città, perciò ho trovato lavoro solo due settimane fa in una caffetteria gestita da un italiano, e come puoi ben immaginare, non mi soddisfa.
    Avrei voluto cominciare a cercare lavoro in farm ad Agosto, visto che adesso è inverno e lavorare all’aperto non mi entusiasma, ma sto considerando l’idea di anticipare il tutto.
    Il vero problema è che sono partita da sola, non ho ne molte informazioni ne qualcuno da contattare per avere consigli, e sono capitata sul tuo blog cercando proprio delle informazioni! Per cui la mia paura maggiore è trovarmi in situazioni spiacevoli, ambigue, vorrei andare sul sicuro, o perlomeno mi piacerebbe conoscere voi due in qualche modo (visto che tutti gli italiani o australiani che per il momento ho conosciuto preferiscono la droga e l’alcool il sabato sera piuttosto che pensare a qualcosa di concreto)!
    Non sai quanto mi sarebbe di aiuto.
    Un abbraccio!

    • Ludovica, non sai quanto sarebbe piaciuto a me dato appunto lo stesso disprezzo per certi interessi. Io e Andrea siamo rientrati in Italia lunedi` scorso, purtroppo. Sono ancora nella fase ‘chiusa a riccio in un angolino per paura del mondo esterno’ ma tornero` presto a scrivere. In bocca al lupo intanto e non ti abbattere, ti consiglio di leggere la guida WHV di Immigrata allo sbaraglio, a me ha aiutato tantissimo…la trovi online ad un prezzo stracciato; anche leggere il suo blog potrebbe darti la giusta spinta per ritrovare l’entusiasmo! Un abbraccio a te

  18. Trovo il tuo discurso giustissimo e ampiamente condivisibile… queste sono scelte di vita e tali devono rimanere, chi parla di schiavitù evidentemente non sa di cosa sta parlando e forse rosica anche un po’… io in tutti questi mesi ho apprezzato sempre la tua forza d’animo, probabilmente io avrei fatto le valigie e sarei ritornata a casa dopo l’ennesima sfiga… ci vuole un po’ di coraggio e intraprendenza in esperienza del genere e sono proprio queste le situazioni in cui possiamo davvero misurarci con noi stessi e capire i nostri punti di forze e i nostri limiti…

    Bentornata a casa e davvero complimenti.

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