La Tasmania tra scazzi e freecamping (parte 1).

Vi scrivo da Devonport, in attesa del traghetto di ritorno verso Melbourne.

Ben diciotto giorni trascorsi in Tasmania che contro ogni previsione ci ha stupiti con temperature altissime e solo due giorni di pioggia e vento. La mattina del primo Gennaio mentre tutta la citta` stava per mettersi a letto reduce da un Capodanno pazzesco a Melbourne noi ci accingevamo a chiudere le valige per recarci al porto. Colpo di scena: la macchina non parte, batteria scarica. Immaginatemi con le mani nei capelli al terzo piano del parcheggio interno di un grattacielo di Flinder Street. Eoracheccazzofacciamo? 7am, primo dell’anno, silenzio tombale, consapevolezza che nessuno potra` venirci ad aiutare e perderemo il traghetto. A mo` di apparizione divina un ragazzo asiatico – probabilmente astemio – si palesa e ci aiuta. Da quel momento in poi la mia opinione sugli asiatici cambiera` drasticamente.

Tu pensi chicazzovuoichepartailprimodellanno? E invece. In coda non si distingueva piu` il mare da quanti camper e 4×4 ci precedevano. Dopo 10 ore di gelo, scomodita` e stomaco sottosopra arriviamo a Devonport. Di seguito la mappa con le fermate principali:

tasmania itinerario

                             [Nessuna foto presente in questo post è stata soggetta ad editing]

LILLICO BEACH

E` buio pesto quando i pinguini decidono di tornare in spiaggia per nutrire i piccoli che li attendono ogni giorno alla stessa ora. La traversata dei pinguini e` sicuramente tra le remarkable experience di questa vacanza. Il momento in cui i piccoli iniziano a pigolare e battere le ali dopo aver scorto la mamma sulla riva dell’oceano e` a dir poco commovente. Sara` il ranger con una torcia a luce rossa a riprendere i momenti salienti quindi aspettate che faccia buio e godetevi lo spettacolo.

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NUT STATE RESERVE

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La ricorderò come la camminata più faticosa della mia vita ma ne è valsa la pena. Venti minuti di salita ripida per raggiungere il The Nut alto ben 143 metri. Memorabile sarà anche il milkshake al cioccolato preso al chiosco come ricompensa. Se pensate che la discesa sia meglio vi sbagliate di grosso.

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CRADLE MOUNTAIN

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Con i suoi 6km di camminata il Cradle Mountain National Park vanta alcune delle premier walks. Noi abbiamo raggiunto i laghi principali (Lilla, Crater e Dove Lake) per un totale di tre ore e mezza e non poche barrette ai mirtilli.

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OCEAN BEACH – STRAHAN

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Strahan merita una visita non solo per una rigenerante doccia calda gratuita ma soprattutto perchè potrete cenare davanti a questo tramonto mozzafiato. Qualche km più est, poco dopo Queenstown, potrete ammirare l’Iron Blow.

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FRANKLIN GORDON NATIONAL PARK

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Le Nelson Falls sono raggiungibili con una camminata facile e di soli venti minuti quindi prendetevi tutto il tempo per godervi la rainforest e i numerosi siti aborigeni.

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MOUNT FIELD NATIONAL PARK

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Diretti a sud, mappa alla mano e radio sempre accesa. Queste che vedete in alto sono le Russell Falls, siamo a solo un’ora da Hobart. In basso, Andrea in una delle foreste di eucalipto più alti del mondo.

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BRUNY ISLAND

Da Kettering più volte al giorno parte il traghetto (2 persone + automobile a/r 33$) che in soli quindici minuti raggiunge Bruny Island. Da non perdere assolutamente. Ci siamo stati due notti godendoci il mare di giorno e alcune camminate come vedrete di seguito.

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The Neck

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Complice il caldo, con una camminata abbastanza faticosa tra le dune di sabbia abbiamo raggiunto la spiaggia che precede Cape Queen Elizabeth restando affascinati da questo arco roccioso che rasenta la perfezione. Non credete?

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SOUTH BRUNY ISLAND NATIONAL PARK

Adventure Bay è paradisiaca, sabbia bianca finissima e acqua cristallina. Per questo vi ribadisco di trascorrere come minimo due giorni sull’isola e di fermarvi almeno una volta ai chioschi che vendono cestini di frutti di bosco e gelati a base di frutta fresca.

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HOBART – MT. WELLINGTON

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Complice una bella giornata di sole seppur nuvolosa abbiamo raggiunto in macchina la cima del Mount Wellington.

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Da qui partono camminate più o meno brevi per cui sceglietene una e aguzzate bene la vista.  Di seguito un adorabile pademelon e una metallic lizard.

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seconda parte (qui)

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15 pensieri su “La Tasmania tra scazzi e freecamping (parte 1).

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