Lockdown garden – parte 2

Pensavamo che i lavori pesanti fossero terminati con l’ultima cassetta di compost, ma non avevamo messo in conto la fatica necessaria a tagliare a mano le canne di bambù utili per creare i quattro sostegni permanenti cosicché vi si possano legare le piante durante la loro crescita. In questo modo, piante come il pomodoro o il cetriolo che altrimenti sarebbero striscianti, si sviluppano in altezza occupando molto meno spazio e consentendoci quindi di aumentare la produttività per mq.

Per fortuna il bambuseto si trova a due passi da casa e ci ha permesso, previo accordo col proprietario del terreno, di prendere gratuitamente sia canne che foglie (qui una foto del mio contributo, guardate che simpatico pendio) :)


Andrea fiero della sua prima costruzione a prova di vento

Quasi dimenticavo: ciascun bancale misura 4 metri di lunghezza per 1,10 di larghezza e tutta l’area misura all’incirca 25mq. Niente male per iniziare, no?

Se pensate che sia finita qui e che sia giunta l’ora di piantare e seminare vi sbagliate! Prima ancora della messa in posa della pacciamatura abbiamo disposto i tubi per l’irrigazione a goccia, ma solo dopo attente valutazioni.

Nel post precedente vi avevo accennato alla pacciamatura che nel nostro caso è composta da un primo strato di foglie di bambù disposte uniformemente e con tanta pazienza su tutti e quattro i bancali. Le foglie di bambù a differenza della paglia, che viene comunemente usata, contenendo silicio si decompongono più lentamente (ottimo per non doverle rinnovare di frequente), ma hanno come svantaggio quello di essere molto leggere, per cui tendono a spostarsi a causa del vento. Abbiamo quindi deciso di distribuire un secondo strato più pesante che trattenesse le foglie: cippato di ulivi (residui di potatura triturati). Ma non ha solo questa funzione: essendo ricco di lignina, impregnandosi d’acqua trattiene meglio l’umidità e crea un ambiente ideale per i funghi. Inoltre decomponendosi crea una maggiore quantità di hummus, che è la nostra fonte di concimazione naturale del terreno.

Indovinate chi ha dovuto riprendere in mano la pala e trasportarlo in cassette? Andrea! Che non si perde mai d’animo e non ha saputo rifiutare l’offerta di un amico che solo qualche mese prima aveva potato un terreno di ulivi mai trattati (!!) e che sono stati, per l’occasione, rimessi a nuovo. Questo cosa vuol dire? Preziosissimo cippato gratis a nostra disposizione!

Siamo arrivati alla fine dei lavori! L’orto è finalmente pronto, non resta che recarci al vivaio per acquistare semi e piante.

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3 pensieri su “Lockdown garden – parte 2

  1. ma che bello che sei tornata a scrivere…quando qualcuno che seguo smette di scrivere mi lascia sempre un po’ di malinconia…sono felice che hai tolto le ragnatele! bentornata
    adesso mi metto in pari con le tue notizie

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